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Uno dei principi fondamentali dell’allenamento è quello della “progressività del carico”. Ciò significa che il nostro corpo, non essendo una macchina, ha bisogno di un certo tempo di adattamento per ottenere gradualmente una certa forma e prestazione desiderata.
Per fare ciò servono 2 cose in particolare:

  1. Pazienza. Concedersi il tempo necessario per favorire l’adattamento del corpo, evitando di incappare in infortuni o altre problematiche e ottenendo da esso il massimo dei risultati possibili.
  2. Metodo. Bisogna sapere come si fa a stimolare il proprio corpo con gradualità, costanza e soprattutto mandando i segnali metabolici corretti.

Ora, sul punto 1 già tante persone si perdono. Ma tutto sommato qui si può riuscire a darsi una regolata.
Il problema della “poca pazienza” è una sorta di malattia culturale che porta, soprattuto i più giovani, a pretendere “tutto e subito”. In effetti per una macchina, come ad esempio un computer, funziona così: installi un nuovo software e come per magia un attimo dopo tutto funziona esattamente come desiderato e il software riesce fin dal primo istante ad esprimere la prestazione richiesta. Ma il nostro corpo non è una macchina, ma un sistema biologico e per questo ha bisogno di tempi tecnici ben precisi. È chiaro?

Sul punto 2, invece, non hai scampo: o sai ciò che devi fare o non lo sai. Fine.
Sarebbe bello se bastasse scegliere l’attività fisica che “piace” di più e che tutti i risultati desiderati arrivassero magicamente. Ma purtroppo non funziona così, anzi, spesso vengono fatte scelte che sono completamente opposte alle esigenze individuali.

Avrai già sentito la storia di quella che dice: “Io cammino quasi tutti i giorni 1 ora ma non mi fa niente. Non capisco il perché.”
Io si, capisco benissimo perché. Non sono un mago, ma semplicemente in alcuni casi tale forma di attività non produce nessun risultato. La stessa cosa vale, in altri casi, per il Crossfit che non è per tutti… e così via per altre attività.

Per semplificare al massimo ci sono due concetti da portare a casa:

  • Non esiste un’attività/programma di allenamento giusto o sbagliato a prescindere. Ma esiste una tipologia di attività giusta per te in un preciso momento. Lo stesso allenamento, a distanza di tempo, potrebbe non essere più quello ideale (spesso è così)
  • Un percorso di allenamento va sempre personalizzato e ha sempre bisogno di un certo tempo tecnico per produrre risultati

D’altronde è abbastanza intuitivo il fatto che, ogni persona:

  • ha un punto di partenza diverso
  • ha caratteristiche fisiche diverse
  • ha caratteristiche metaboliche diverse
  • ha obiettivi diversi
  • ha un passato motorio diverso
  • e potrei continuare quasi all’infinito

Eppure li vedi tutti insieme appassionatamente dentro ad una stanza a fare tutti la stessa cosa, lo stesso corso, gli stessi movimenti. Vabbè.

Spero che questi due concetti siano chiari e che possano aiutarti ad aprire gli occhi sul rischio di perdere tempo e motivazione se non si scegli in modo logico l’esercizio fisico adeguato alle tue necessità.
Per approfondire l’argomento e per perfezionare il tuo percorso di allenamento visita la pagina risorse utili sul sito di Allenamento Sequenziale.

Buon allenamento!